Impressioni di viaggio a Durazzo
Come primo approccio alla realtà albanese è l’arrivo all’aeroporto di Tirana. Questo è in decenti condizioni e tra poco sarà pronto il nuovo più grande e capiente.
I collegamenti dall’aeroporto alla superstrada Tirana -Durazzo, finita da pochi anni, sono in condizioni misto asfalto e sterrato.
Arrivato a Durazzo mi accorgo che solo le strade principali e turistiche sono asfaltate, il resto sono solo delle strade sterrate e piene di buche dove non è difficile vedere degli animali (cavalli, mucche,galline etc.) pascolare.
Tutto questo in condizione igienico-sanitarie molto degradate.
Tutto ciò perché, dopo la caduta del regime comunista, molta popolazione, stremata dalla fame, è giunta nei grossi centri e dopo aver (ed ancora oggi) soggiornato in baracche ha costruito in economia le nuove abitazione senza avere a disposizione gli impianti di fognatura pubblica. Ciò comporta che non è difficile vedere qui e là pozzanghere piene di acqua miste a liquami. C’è da dire che le zone di nuova costruzione periferiche sono ricavate in una zona paludosa.
Per quanto riguarda i collegamenti elettrici e telefonici sembrano essere tutti fatti per via aerea, percui non è improbabile assistere a numerosi black out di energia elettrica e soprattutto, per quel che ci riguarda, diafonie della radio albanese sulle linee telefoniche che aumentano a dismisura gli errori di trasmissione con dispositivi modem rallentando o addirittura rendere impossibili le comunicazioni.
Uniche positività in questa situazione è la zona centrale e turistica dove compagnie tedesche stanno investendo nella costruzione di alberghi ed uffici.
Un’oasi dignitosa è infine la struttura della Caritas delle Madri Adoratrici del Sangue di Gesù Cristo che, sia con le dovute precauzioni ( l’edificio è tutto circondato da alti cancelli e filo spinato) è il riferimento per i bambini e i giovani del quartiere.
Un’altra costruzione che contrasta con panorama circostante è la chiesa gestita dai padri che con la sua struttura moderna e scelta di soluzioni architettoniche molto valide fa riconciliare con il bello lo sguardo.
Le missionarie, suora Agnese, suora Anna, suora Natalina, e suora Suella, sono delle persone adorabili e lavoratrici integerrime.
Aiutano con frequenza quasi giornaliera tre centri di orfanotrofi per i quali si adoperano con diverse attività sia ludiche che assistenziali.
Un’altra attività importante è quella di assistenza di un centro di gravi andicappati per i quali, oltre alle sopra citate attività, si adoperano a trovare anche l’assistenza sanitaria.
Il centro delle suore è anche il punto di riferimento della popolazione per quanto riguarda le emergenze sanitarie.
La mia prima attività svolta a Durazzo è stata quella di sondare i collegamenti per dati in modo da effettuare un primo servizio di telemedicina.
Ho avuto con me un’elettrocardiografo portatile ed un computer portatile che ho lasciato in consegna al centro delle suore. Con questa attrezzatura ho effettuato un elettrocardiogramma ad un ottantenne colpito, da recente,da angina pectoris.La refertazione sarà a cura del centro Proteus Medica di Latina.
Mi sono adoperato a trovare una soluzione di collegamento stabile, grazie alla collaborazione di Altin (una persona squisita e disponibile che collabora con il centro) e ritengo che al momento c’è,considerando i costi e benefici, una soluzione a 256Kbit/s al costo di 105 euro mensili. Sto considerando anche altre soluzioni (più performanti e più economiche) che, però, sono cioé futuribile.
Ho anche impostato e quasi totalmente creato un’ applicativo per la gestione delle visite mediche effettuate dai medici, italiani e non, in missione a Durazzo per rendere le informazioni, le cure e la refertazione più immediate e soprattutto avere, con supporto digitale, l’immediatezza delle informazioni e le eventuali statistiche che possono essere generate. Fino ad oggi sono andati con appunti cartacei di difficile e lenta consultazione.
Infine un aiuto veramente notevole avviene ogni anno da un gruppo scout dell’AGESCI di Latina che, da già otto anni, impegnano le loro vacanze nell’attività di volontariato a Durazzo.Stefano, Matteo, Simona, Silvia etc..persone veramente brave e generose.
Per ultima cosa c’è da aiutare, cercando di trovare in Italia una struttura di sanitaria che voglia accoglierla, una ragazza di 18 anni che però ne dimostra 10 affetta forse da megacolon che i medici del posto, che hanno effettuato un’operazione non sono stati in grado di curare.
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